Tutti gli articoli relativi a: economia

“Soluzione a metà”, di Luciano Gallino

L’aspetto più importante del decreto legge sull’Ilva sono a ben vedere le dichiarazioni del ministro Passera: se la proprietà non esegue quello che la nuova legge prevede il governo potrebbe varare la procedura di amministrazione controllata. Al riguardo i dettagli non sono al momento disponibili, almeno non negli estratti del decreto accessibili a tarda sera, ma il pronunciamento del ministro dello Sviluppo, in sintonia con le analoghe dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Clini, sembrano proprio significare che se questa volta l’azienda non porrà in essere gli interventi anti-inquinamento, rischia di perdere la proprietà o quanto meno il controllo dell’impianto di Taranto. L’adozione di tecnologie adeguate per abbattere radicalmente gli inquinanti emessi dallo stabilimento costerà miliardi. È giusto che sia la proprietà a pagare, come avrebbe dovuto fare da almeno vent’anni, ed è bene che sia posta di fronte a penalità severe che dovrebbero entrare automaticamente in vigore a fronte di ritardi o inadempienze. Per il resto la soddisfazione dinanzi al decreto governativo non può che essere modesta. È vero che nei prossimi giorni i lavoratori dello …

“Produttività, soldi buttati. L’intesa resterà sulla carta”, di Cesare Damiano

Com’era prevedibile, l’accordo sulla produttività siglato la scorsa settimana da tutte le parti sociali, ad eccezione della Cgil, sta facendo molto discutere. Noi vorremmo affrontare il problema collegandolo al contesto nel quale sono state definite queste linee guida. Infatti, è stata posta molta enfasi sul tema della produttività senza spiegare che, se non si realizza una scelta radicale sugli investimenti e sull’innovazione tecnologica, e quindi sullo sviluppo di qualità, l’obiettivo rimarrà sulla carta. C’è il rischio oggettivo che, in tempi di crisi, si facciano poche intese, persino difficili da realizzare nei grandi gruppi industriali e che si stipulino finti accordi di produttività al fine di ottenere gli sgravi fiscali. In secondo luogo, noi pensiamo che oggi sarebbe necessario concentrare l’attenzione sulla vera emergenza del paese, cioé sul rischio di una crescita esponenziale della disoccupazione dovuta al sommarsi di alcuni fattori negativi. Infatti, il numero dei senza-lavoro è notevolmente aumentato, così come la cassa integrazione, ed il trend sfavorevole continuerà nel 2013 ed oltre. Verranno al pettine alcuni nodi non risolti: la mancanza di finanziamenti adeguati …

“Stop ai sequestri incompatibili con l’Aia. Oggi il via libera al decreto”, di Raffaella Cascioli

Ci sarà ancora la siderurgia nel futuro industriale d’Italia. Con un decreto legge che sarà approvato oggi in consiglio dei ministri e che è stato annunciato ieri dal premier Mario Monti al tavolo con enti locali e parti sociali, il governo mette i paletti necessari per far ripartire l’Ilva: un garante per vigilare sull’attuazione del provvedimento e la contemporanea perdita di efficacia dei provvedimenti di sequestro incompatibili con l’attuazione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per due anni. Il decreto, la cui bozza è stata sottoposta ieri dal governo a tutti i soggetti interessati (la foto del tavolo è stata twittata dall’esecutivo), consentirà di fatto l’avvio della bonifica ambientale a carico dell’azienda individuando la figura del garante che si avvarrà dell’Ispra (Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale) e sentirà un comitato di lavoratori dello stabilimento di Taranto, in cui sono rappresentate tutte le aree produttive. Il provvedimento consentirà «il rafforzamento delle garanzie di realizzazione dei principi dell’Aia e la terzietà del meccanismo di controllo». Il governo è partito dalla considerazione che è prioritaria la …

“Una giornata tra gli operai: dramma sotto gli occhi di tutti, però serve il rilancio”, di Grazia Longo

Siamo al sud di uno degli 8 Paesi più industrializzati del mondo, ai confini con la prosperosa terra di Salento, con i ragazzini che sul lungomare smanettano sugli smartphone, eppure i racconti degli operai Ilva portano a tempi e luoghi lontani. La fabbrica che uccide e divora, di dickensiana memoria, abita qui a Taranto. Con contraddizioni ai limiti del grottesco. «Perché gli impianti sono talmente antiquati da non garantire la tutela alla salute» dice Biagio Prisciano, 38 anni, all’Ilva da quando ne aveva 24. Ma anche perché «al giorno d’oggi in un Paese come il nostro è vergognoso essere vittime di un ricatto psicologico che confonde il diritto al lavoro con quello alla salute» aggiunge Claudio Lucaselli, 42 anni, da 12 operaio al colosso siderurgico più grande d’Europa. Claudio ha una moglie casalinga, un mutuo della casa da pagare e due figli di 12 e 16 anni. «La più grande frequenta il terzo liceo, lavoro perché possa avere un futuro migliore del mio» precisa Claudio, ed è l’unica volta in cui gli scappa un sorriso. …

“La doppia miopia dalla noncuranza all’iper-rigore”, di Mario Deaglio

Partito con difficoltà quasi 130 anni fa, l’acciaio italiano potrebbe oggi finire peggio, vittima della noncuranza con cui l’Italia sta affrontando le proprie scelte industriali: di una viscerale incomprensione dei processi economici e industriali da parte della magistratura e di un atteggiamento a dir poco non lungimirante della società proprietaria. La costruzione della prima grande acciaieria italiana non fu decisa in base a calcoli economici ma a considerazioni militari e, forse, anche clientelari: si scelse Terni, città isolata dai mercati di consumo del Nord e con forti problemi di trasporti e comunicazioni. Lo si fece su pressione della Marina Militare, che non voleva dipendere dall’estero per l’acciaio necessario alla costruzione delle corazzate e che vedeva nell’isolamento una garanzia contro possibili invasioni straniere. Diversi studi indicano però anche possibili interessi personali del ministro competente, un copione italiano con radici antiche: alcuni suoi amici e parenti possedevano terreni nella zona e vi avevano già impiantato una fonderia. Decisioni politiche e decisioni economiche, del resto, si intrecciano forse inevitabilmente, in ogni grande settore il che non è un …

“L’austerità funziona male la pagano i giovani e i poveri e i debiti aumentano comunque”, di Tonia Mastrobuoni

L’ austerità sta chiedendo un prezzo troppo alto ai giovani e alle fasce più indifese della popolazione. Soprattutto, è fondata su dati sbagliati, contraddetti da una recessione più pesante del previsto. È ora di cambiare, secondo il direttore generale dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo), Guy Ryder. Occorre abbandonare l’approccio «ideologico» adottato ad oggi in Europa nei confronti della Grecia e di altri Paesi. Altrimenti l’austerità «non farà che peggiorare la situazione». L’austerità ha fallito? «Sappiamo che è indispensabile abbassare i deficit e i debiti e rendere sostenibili i conti pubblici. Ma il primo problema è il ritmo. L’evidenza dimostra che gli effetti dei risanamenti, a causa dei cosiddetti moltiplicatori, sono stati molto più pesanti del previsto, molto peggiori di quanto i politici europei potessero immaginare». Lo ha riconosciuto il Fmi, che fa parte della trojka. È il motivo per cui Lagarde dice che 2 anni in più non bastano, che bisogna tagliare il debito greco. «Esatto, il Fmi l’ha capito. Oggi siamo dinanzi alla certezza che le politiche economiche sono eccessive e stanno aggravando la …

La Svizzera accelera sul patto «Rubik», di Alessandro Galimberti

La Svizzera accelera sul tavolo della trattativa “Rubik” con l’Italia. Il Dipartimento federale delle finanze auspica per vie ufficiali la possibile chiusura del tavolo tecnico tra le delegazioni governative entro il 21 dicembre prossimo. A fare l’annuncio alla stampa italiana è stato ieri mattina l’ambasciatore Oscar Knapp, capo della direzione della segreteria per le questioni Finanziarie internazionali. Il trattato, tornato nell’agenda nel maggio scorso dopo il via libera giuridico della Commissione Ue – e dopo un’impasse italiana annosa che gli svizzeri imputano all’ex ministro Giulio Tremonti – tocca cinque temi, dalla regolarizzazione dei depositi in Svizzera all’imposizione alla fonte dei redditi futuri, alla revisione della Convenzione per la doppia imposizione fino allo stralcio dalla lista nera della Confederazione, un problema questo che sta toccando sul vivo centinaia di imprese medio/piccole, soprattutto delle aree di confine. Gli accordi, quand’anche trovassero una sintesi prima di Natale – soluzione ritenuta difficile dal ministero dell’Economia per le questioni ancora da risolvere, a cominciare dalle aliquote applicabili – dovranno comunque poi essere firmati in sede politica e quindi ratificati dai …