Tutti gli articoli relativi a: economia

Le dieci azioni del PD per l'economia reale

Liquidità, Investimenti, Economia verde, Banda larga e Ict, Industria 2020, Credito di imposta per la ricerca, Internazionalizzazione, Strumenti finanziari per l’innovazione e gli investimenti, Scuola tecnica e occupazione giovanile, Riqualificazione dei siti produttivi. Le proposte del PD in dieci azioni per rilanciare l’economia reale: 1. Liquidità per dare respiro alle imprese con un piano di 50 miliardi in 5 anni per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. La misura sarà finanziata con l’emissione di titoli ad hoc sul modello dei Btp Italia. 2. Investimenti con un grande piano di piccole opere: 7,5 miliardi di euro in tre anni per mettere in sicurezza scuole e ospedali. Con meno spese per i cacciabombardieri, Fondi strutturali europei e sgravi fiscali per i privati che investono. 3. Economia verde con lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili e con la riqualificazione degli immobili, per rivitalizzare l’edilizia senza consumare territorio. 4. Banda larga e diffusione delle tecnologie digitali. Una grande opera infrastrutturale per sviluppare un sistema di servizi che dia lavoro ai giovani. 5. Industria …

"La ripresa non si vede. Pil giù in Italia e in Europa", di Giuseppe Caruso

Crolla il pil italiano, ma anche il resto del mondo non se la passa tanto bene. Sono dati che confermano la crisi globale quelli circolati ieri sul prodotto interno lordo di molti dei paesi più sviluppati dal punto di vista economico. L’Istat ha reso noto che in Italia la stima preliminare sul pil del quarto trimestre ha fatto registrare una contrazione pari allo 0,9% rispetto al trimestre precedente, la maggiore flessione dal primo trimestre del 2009 (-3,6%). La contrazione è pari al 2,7% rispetto al quarto trimestre del 2011 e risulta la peggiore dal 2009 (-3,5%). Su base annua l’Italia ha fatto segnare un poco lusinghiero -2,2%. Sempre secondo l’Istat, la flessione nel quarto trimestre dell’anno appena passato, ha determinato un’entrata debole nel 2013: al momento la variazione acquisita è pari a -1,0%. Il pil dell’Eurozona ha registrato nel quarto trimestre una contrazione congiunturale dello 0,6% e dello 0,9% su base annuale. Secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat. Le maggiori flessioni congiunturali tra i 17 paesi dell’unione monetaria, interessano il Portogallo (-1,8%), Cipro (-1%) …

"Il vecchio paese degli spiccioli", di Barbara Spinelli

È un’Europa vecchia e svuotata, quella che ha visto i suoi leader accordarsi su un bilancio striminzito, figlio di dogmi rigoristi pieni di sonno, emanazione di un’Unione dove gli interessi degli Stati duellano senza produrre neanche l’ombra di un interesse generale. È un’Europa rattrappita («il mondo è divenuto così malvagio, che gli scriccioli predano dove le aquile non osano appollaiarsi», come in Shakespeare), e non a caso il rigetto nelle sue genti cresce. Il conciliabolo tra i finti suoi sovrani non poteva che finire così. Per la prima volta nella storia dell’Unione è prevista una diminuzione delle risorse comuni, come se la crisi semplicemente non ci fosse: un taglio di 34 miliardi di euro, rispetto al bilancio previsionale 2007-2013, e come tetto invalicabile meno dell’1 per cento della ricchezza prodotta. Questo chiedeva l’inglese Cameron, complice la Merkel e alcuni paesi nordici, e l’ha ottenuto: il Guardian registra il suo trionfo. Inutile tacciare di infantilismo chi, come Bersani, si adira. Le cifre parlano chiaro, i fatti hanno più forza delle propagande elettorali. Sono cifre e fatti …

"Vincono gli euroscettici con quell’accordo-beffa l’economia non ripartirà", di Andrea Bonanni

Il Parlamento europeo considerava inaccettabile scendere sotto la soglia dei 960 miliardi. Dopo 25 ore di negoziato ininterrotto, i capi di governo se ne sono usciti con un bilanciobeffa che prevede impegni di spesa per 959 miliardi e impegni di pagamento per 908. Lo spirito gesuitico del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, questa volta ha superato se stesso. Ma certamente si è spinto oltre la soglia della credibilità. Adesso tutti naturalmente parlano di «un buon compromesso », ognuno guardando alle cifre che gli fanno più comodo. Ma il senso dell’accordo raggiunto ieri è abbastanza semplice: ha vinto Cameron e ha perso l’Europa. Per la prima volta la Ue taglia i propri bilanci rispetto al passato e certamente rinuncia ai mezzi necessari per mettere in campo politiche efficaci di stimolo alla crescita, alla competitività, alla ricerca e alle nuove tecnologie. Questi settori-chiave restano più che mai affidati alle politiche (e ai finanziamenti) nazionali. I Paesi ricchi del Nord, che non a caso peroravano la necessità dei tagli in nome dell’austerità, ne ricavano un piccolo …

Le cinque azioni del Pd per l’economia reale

Cinque azioni per rilanciare l’economia reale. Sono quelle lanciate dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante un incontro con il mondo del lavoro al quale ha partecipato a Torino con il sindaco Piero Fassino e con Cesare Damiano, capolista in Piemonte I. Le 5 azioni per l’economia reale: 1. Liquidità per dare respiro alle imprese con un piano di 50 miliardi in 5 anni per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. La misura sarà finanziata con l’emissione di titoli ad hoc sul modello dei Btp Italia 2. Investimenti con un grande piano di piccole opere: 7,5 miliardi di euro in tre anni per mettere in sicurezza scuole e ospedali. Con meno spese per i cacciabombardieri, fondi strutturali europei e sgravi fiscali per i privati che investono 3. Economia verde con lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili e con la riqualificazione degli immobili, per rivitalizzare l’edilizia senza consumare territorio 4. Banda larga e Ict Una grande opera infrastrutturale per sviluppare un sistema di servizi che dia lavoro ai giovani …

Fitoussi: “Si riapre la voragine debito pubblico così fate un favore agli speculatori”, di Eugenio Occorsio

«I mercati sono spaventati perché colgono che Berlusconi è in pista ed è l’uomo identificato come la causa di tanti problemi. Ma ancor più sono terrorizzati all’idea che, di qualsiasi contendente si parli, vengano buttate lì delle proposte isolate, che non rispondono a nessun programma organico di crescita compatibile con le esigenze di razionalità della finanza pubblica. E che hanno l’aggravante, imperdonabile per i governi europei, di riaprire la voragine del debito pubblico. L’Italia che riparte sulla via del debito è una benedizione per la speculazione». Jean-Paul Fitoussi, il prestigioso economista di SciencesPo, sta per pubblicare in Francia il libro Theoreme du Lampadaire: «Un uomo sta cercando qualcosa sotto un lampione, un altro gli si avvicina e gli chiede: cosa cerca? Le chiavi, ma non le ho perse qui. E allora? Vede, questo è l’unico posto della strada dove c’è la luce. I politici si comportano spesso nello stesso modo». Berlusconi è l’uomo del lampione, non sapendo cosa proporre lancia l’unica idea ad effetto che gli viene in mente? «Forse, anche se bisogna aspettare il …

Innovazione e tecnologia, leve per crescita del Paese

«Digitalizzare la PA non solo per risparmiare. La vera sfida è migliorare i servizi ai cittadini, il welfare e la competitività». In esclusiva per il Corriere delle Comunicazioni ecco il testo a firma del segretario del Partito Democratico: “Digitalizzare la PA non solo per risparmiare. La vera sfida è migliorare i servizi ai cittadini, il welfare e la competitività”. L’innovazione tecnologica è una leva importantissima per ogni strategia di crescita economica e sociale. La prima volta che il centrosinistra ha proposto un programma organico su questo tema è stato nel 2005 con i 10 punti per l’Italia digitale. Anche oggi rimane la necessità di un itinerario coerente. L’innovazione tecnologica è presente in ogni settore e in ogni tipologia di prodotto. Il nostro sistema produttivo su questo fronte ha un problema su cui è necessario mettere tutto il nostro impegno: l’Italia spesso compete su prodotti a bassa intensità tecnologica, malgrado le eccellenze tecnologiche e di ricerca che pure sono molto presenti. Nell’ultimo governo Prodi ho lanciato il programma Italia2020 con questo spirito; un programma purtroppo abbandonato …