"Evasori: carcere e gogna sociale. Ma l’Italia frena", di Bianca Di Giovanni
Quando è stata annunciata l’Anagrafe tributaria Attilio Befera si è beccato il soprannome di «Grande Fratello». I più cattivi hanno evocato la «spectre», i più sottili hanno invocato la privacy. Nessuno, purtroppo, ha sottolineato quello che per gli esperti è ormai un dato assodato: tutte le organizzazioni internazionali, dall’Ocse all’Fmi, chiedono la costituzione di banche dati, flussi, incroci e stoccaggi di informazioni. Questa è l’unica strada per ingaggiare una vera lotta all’evasione. Una guerra che si sta facendo sempre più feroce, soprattutto dopo l’esplosione dei debiti pubblici di qua e di là dell’Atlantico. Lo Stato va in «rosso» mentre i forzieri dei paradisi fiscali si gonfiano, le frodi carosello (meccanismi fraudolenti dell’Iva attuali attraverso vari passaggi) si fanno sempre più sofisticate, le società off shore si moltiplicano. per questo in tutti i Paesi le armi anti-evasione stanno diventando sempre affilate, in qualche caso feroci. In Irlanda si è scelta la strada della gogna sul web, con tanto di nomi e cognomi degli evasori dati in pasto alla rete. I sacerdoti della privacy hanno mugugnato, ma …