Mese: Luglio 2012

"Droga leggera, carceri piene. Ma legalizzare resta un tabù", di Massimo Solani

Legalizziamo le droghe, e i crimini di strada crolleranno». L’economista Milton Friedman lo scriveva nel maggio del 1972 e la sua, più che una proposta concreta, sembrava solo una provocazione. Quarant’anni dopo, però, il tema della legalizzazione delle droghe, almeno per quanto riguarda le droghe leggere, è diventato argomento di riflessione serissima ma troppo spesso confinata fuori dai grandi media o dagli ambienti della politica. A poco, in questo senso, sono serviti anche gli «endorsement» del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia («un dibattito interessante, non sono contrario. Anzi sono per il sì»), del procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda («serve una cauta depenalizzazione e una cauta liberalizzazione»), del governatore della Toscana Enrico Rossi («sono favorevole ad una distinzione fra droghe leggere e pesanti e a forme di legalizzazione di quelle leggere») o di Roberto Saviano. L’argomento, purtroppo, resta un tabù perché, per dirla col procuratore Deidda, «c’è un po’ di fariseismo e l’ideologia prevale su una serena valutazione dei fatti». IL DIBATTITO ALL’ESTERO Il tema però, almeno all’estero, è di grandissima attualità e ampiamente …

"Bersani al governo: basta tagli, serve di più per lo sviluppo" di Simone Collini

Pd, Pdl e Udc lavorano per presentare emendamenti unitari che impediscano tagli lineari nel settore sanitario, men- tre il governo prepara un maxiemendamento su cui porre la fiducia. Sulla spending review il confronto tra l’esecutivo e la maggioranza che lo sostiene in Parlamento non sarà in discesa. E il fatto che i tempi per la discussione siano stretti non aiuta a trovare un punto di convergenza prima di arrivare alle votazioni: il termine per presentare le proposte di modifica scade domani a mezzogiorno, dopodiché la commissione Bilancio del Senato discuterà fino a mercoledì prossimo, quando il decreto sarà portato in Aula. Sarebbe a questo punto, secondo quanto trapela da Palazzo Chigi, che il governo accorperebbe il decreto dismissioni nella spending review, presentando un maxiemendamento su cui l’esecutivo è pronto a porre la fiducia. Il problema è che l’opera di razionalizzazione della spesa pianificata dal governo preoccupa seriamente non soltanto enti locali e sindacati, ma anche quelle forze politiche che garantiscono a Monti una maggioranza in Parlamento. A cominciare dal Pd, che dopo aver visto fallire …

Università: Ghizzoni (PD), bandi vanificati da tagli

Per ricercatori e docenti unica programmazione possibile è rinunciare a lavorare in Italia. “Coloro che si dedicano alla ricerca in Italia hanno purtroppo poco da programmare per la loro vita nei prossimi anni – così Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera, commenta le dichiarazioni del Ministro Profumo – Infatti, anche se valutiamo con soddisfazione la prossima emanazione del bando per le abilitazioni scientifiche, non possiamo non ricordare che la Spending Review del Governo prevede un nuovo e ancor più pesante blocco delle assunzioni dei docenti universitari e dei ricercatori oltre che nuovi tagli ai finanziamenti, rendendo inutile – spiega Ghizzoni – conseguire l’abilitazione per il periodo 2012 – 2015. Molti giovani ricercatori capaci saranno costretti ad accettare le offerte delle università straniere e molti professori universitari a rinunciare ad ogni ambizione di carriera. Con questi tagli – conclude Ghizzoni – sarà questa l’unica programmazione possibile.”

"Da tempo cresce la disuguaglianza", di Nicola Cacace

Ogni giorno siamo giustamente preoccupati per l’andamento pericoloso dello spred dei nostri BTP sui bund tedeschi, nel mentre lo spred sociale aumenta senza soste in modo drammatico. Dagli ultimi dati dell’Istat apprendiamo, infatti, che ormai una famiglia su cinque è povera o sulla via di divenirlo. Il 20% delle famiglie è già entrato nell’area della povertà o sta per entrarci. E il peso della povertà è molto più forte per i giovani ma anche per i cittadini del Mezzogiorno: va dal 30% al 40%. Sono record del tutto negativi che non si registrano in alcun Paese europeo, eccetto forse la Grecia alle prese con la difficilissima crisi di oggi. Questo scenario è il risultato di venti anni di crescita zero dell’Italia, del sacrificio a cui è stata sottoposta una intera generazione di giovani, dell’abbandono delle politiche di sviluppo del Mezzogiorno e della recessione attuale, accelerata da politiche di austerità e di rigore senza equità e soprattutto senza alcuno stimolo allo sviluppo.L’Italia soffre soprattutto di un calo verticale della domanda, conseguente a decenni di sacrificio del …

"La pagella delle Università ecco le migliori in Italia", di Caterina Pasolini

Ognuno ha la sua università ideale, quella dei sogni e delle aspettative. Poi ci sono i fatti: produttività, didattica, ricerca, borse di studio, rapporti con l’estero, strutture. Nella classifica degli atenei stilata dal Censis, e rielaborata nella Grande Guida Università di Repubblica, prima tra quelli sopra i 40mila iscritti, non per i fasti antichi ma soltanto per meriti attuali, è sicuramente l’Università di Bologna con un punteggio di 91,5 su 100 di media, seguita da Padova (87,5) e Firenze (85,2). Pavia, Siena, Camerino e il Politecnico di Torino sono in testa nelle altre categorie. Statistiche che confermano ancora una volta la storia che le è valsa la definizione di “Bologna la dotta”, mentre a dimostrare che l’eccellenza nel nostro Paese è diffusa sul territorio e si trova anche nelle città più piccole, la ricerca del Censis assegna a Siena il voto più alto in assoluto: 103,1 punti di media. Tutto questo lo racconta la XIII edizione della Grande Guida Università Repubblica/Censis, con le classifiche per Ateneo e per Facoltà delle Università statali e non statali, …

"Ammortizzatori e flessibilità. Corretta la riforma Fornero", di Massimo Franchi

C’è anche una norma per evitare il ripetersi della «vergogna» esodati all’interno delle modifiche alla riforma del lavoro approvate ieri. L’emendamento al decreto sviluppo votato dalle commissione Finanze e Attività produttive della Camera istituisce «l’archivio dei contratti e degli accordi collettivi di gestione di crisi aziendali». In questo modo sarà sempre possibile tenere sotto controllo i numeri dei futuri «esodati». Il testo nel suo complesso ha subito una riformulazione dopo la trattativa tra partiti che sostengono al maggioranza e il governo. Prevede dieci punti di modifica della riforma Fornero che entra in vigore domani. Molte nelle novità fanno parte delle richieste contenute nell’avviso comune sottoscritto da sindacati e Confindustria. Le principali riguardano la proroga al 31 dicembre 2014 della mobilità secondo le regole attuali. Sul fronte della flessibilità in entrata vengono ridotti gli intervalli tra un contratto e l’altro a tempo determinato, nel caso dei lavori stagionali. La definizione delle pause di lavoro sono demandate alla contrattazione. L’emendamento poi spalma su due anni (anziché uno, come previsto nella riforma) due criteri che servono a individuare …

"Il triste sequel del Cavaliere", di Barbara Spinelli

Nessuno, tra i politici italiani, e in particolare tra quanti sostengono Monti, sembra propenso a pensare che il declassamento notificato venerdì da Moody’s sia in connessione con l’annuncio di un ritorno di Berlusconi alla guida dell’Italia. Ritorno confermato da Alfano due giorni prima, ma da tempo evocato, invocato, dai fan dell’ex premier sui siti web. C’è stata invece un’unanime insurrezione, molto patriottica e risentita, e l’inaffidabilità delle agenzie di rating (Moody’s, Standard & Poor’s) è stata non senza valide ragioni denunciata: le stesse agenzie che sono all’origine della crisi scoppiata in America nel 2007, continuano infatti a dettar legge, fidando nell’oblio di cittadini, governi, istituzioni internazionali. Ciononostante, quel che veramente conta resta nell’ombra: non in Italia, ma ovunque in Europa, il verdetto di Moody’s (che pure non nomina il fondatore di Forza Italia) viene d’istinto associato all’infida maggioranza di Monti, e più specialmente alla decisione di Berlusconi di tentare per la sesta volta la scalata del potere: per ridiventare premier o salire al Quirinale, ancora non è chiaro. Monti sarebbe insomma un interludio, non l’inizio …