Mese: Marzo 2011

«Il cambiamento partirà dal voto nelle città», intervista a Vasco Errani di Andrea Bonzi

Bologna, Torino, Milano, Napoli: sono sfide che possiamo vincere. E partire da lì per interpretare il progetto alternativo che faccia finalmente cambiare strada al Paese». Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, reduce dalla due giorni milanese dedicata agli amministratori Pd, fa suo l’invito del segretario Pier Luigi Bersani a sotterrare «picconi e picconcini». E rilancia il ruolo di un Pd che deve mettere da parte «la dialettica spesso ripetuta» fra le varie componenti, se vuole davvero diventare «il partito del nuovo secolo». Presidente Errani, il sindaco uscente di Torino, Sergio Chiamparino, ha detto che «questo Pd non ha futuro». «Conosco Sergio, la sua è una battuta. Non serve discutere così, ma guardare avanti. Altrimenti rischiamo sempre di tornare al punto di partenza, invece di rafforzare il nostro ruolo di riferimentoper il Paese». Ma tra vent’anni, esisterà ancora il Pd? «Abbiamo detto che vogliamo fare il partito del nuovo secolo, no? Abbiamo bisogno di affermare un nuovo modello fatto di coesione sociale, lavoro, merito, in grado di superare la frattura fra le generazioni e fra il …

"Tegola da 1 miliardo sui bilanci sanitari", di Roberto Turno

Una tegola da almeno un miliardo di euro rischia di abbattersi sui conti già traballanti di asl e ospedali. Di tutte le regioni, questa volta, senza distinzione tra nord e sud, tra governatori virtuosi o spreconi. Col risultato di farli finire tutti insieme, o quasi, nel baratro dei piani di rientro dal disavanzo, l’anticamera del commissariamento. Tutta colpa degli «ammortamenti non sterilizzati». Di quelle somme, cioè, che negli anni sono state impiegate con fondi regionali (e non statali) per investimenti, attraverso un indebitamento pluriennale, come i mutui, o attraverso il ricavato di alienazioni patrimoniali di beni disponibili dell’ente territoriale. Fino ad oggi l’onere dell’ammortamento di queste somme con la contabilità finanziaria non era iscritto in bilancio e, dunque, non veniva affrontata la copertura in termini finanziari. Con con l’avvio della contabilità economico-patrimoniale nessuna regione ha continuato a iscrivere queste somme in bilancio, ma ora il ministero dell’Economia chiede di farlo. E di farlo già a partire dai bilanci del 2010, quelli che proprio adesso andranno sotto la lente del governo con i tavoli di monitoraggio …

"Con il federalismo municipale più tasse per 16 milioni di italiani", di Felicia Masocco

Più tasse per tutti. Per chi le paga, ovviamente, e i lavoratori dipendenti e i pensionati le pagano “alla fonte”. Per loro, più che per altri, il governo Berlusconi ha apparecchiato una bella stangata: arriverà con l’applicazione del decreto sul federalismo municipale, dazio dovuto alla Lega per consolidare una maggioranza che spesso mostra crepe. Il federalismo municipale porterà all’aumento delle addizionali Irpef per 16 milioni di contribuenti. A calcolarlo è il Dipartimento politiche economiche della Cgil con uno studio che mette in fila una serie di passaggi: il federalismo municipale dà ai Comuni la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef, “opportunità” concessa a quei municipi che oggi applicano un’aliquota inferiore allo 0,4%. Potranno rincarare la dose dello 0,2% l’anno (per un massimo di +0,4% quindi al massimo per 2 anni). Restano esclusi quei Comuni che gli aumenti l’hanno già fatti (si pensi a Roma che applica lo 0,9% cioè l’aliquota massima di imposta). NORD E SUD Considerata la maxi scure che il governo ha fatto calare sui trasferimenti ai Comuni (4 miliardi tra quest’anno e il …

"Un milione per Costituzione e scuola", di Curzio Maltese

Il tricolore e la Costituzione, l´inno di Mameli e «Bella ciao». Le cento piazze italiane hanno sapute leggere, fin dai simboli, la storia di questi anni, l´essenza della scontro politico in atto da quindici anni. Assai meglio di quanto non sappiano fare i partiti.Nei 150 anni di unità, l´Italia, al prezzo di immani tragedie, è riuscita a darsi una sola vera e grande patria. Questa patria è la Costituzione antifascista. Le altre idee di patria, dal fascismo in su o in giù, sono state piccole, miserabili e funeste. Da quindici anni la lotta politica non è quella che si racconta, fra una destra e una sinistra quasi altrettanto immaginarie, almeno secondo i parametri delle altre democrazie. Tanto meno fra berlusconismo e anti berlusconismo, categorie al pari esagerate rispetto all´esiguità e a tratti il grottesco del personaggio. Il cuore del conflitto sta altrove, fra un´Italia di larga e compatta minoranza che non crede ai valori della Costituzione, non li pratica e vorrebbe cancellarli, e un´Italia maggioritaria, ma divisa, che si riconosce nel patto fondante della Repubblica …

"Il rischio di fuggire dal mondo", di Bill Emmott

Se vi siete mai chiesti perché il Giappone abbia così pochi vecchi edifici o perché la più famosa xilografia giapponese, opera dell’artista Hokusai, rappresenti una grande onda, o anche perché il termine internazionalmente accettato per maremoto sia «tsunami», una parola giapponese, bene, ora lo sapete. Venerdì un incredibile, terribile terremoto e uno tsunami hanno ricordato a tutti noi quello che 120 milioni di giapponesi sanno da una vita: che il loro arcipelago di isole sul limite estremo dell’Asia è la zona sismica più attiva del mondo abitato. È troppo presto per fare una stima di quante persone abbiano perso la vita nel terremoto e nello tsunami, ma anche un semplice sguardo ai filmati dell’onda che distrugge città e villaggi del Nord-Est del Giappone suggerisce che il numero finale potrebbe essere nell’ordine delle decine di migliaia, o forse anche di più. Per via della frequenza e della gravità dei terremoti, le norme edilizie in Giappone sono molto rigide e la tecnologia è altamente avanzata. So per esperienza di piccoli terremoti (ho vissuto in Giappone per tre …

«150°, quel filo tra Risorgimento ed Europa. Intervista a Ciampi», di Dino Pesole

«Infandum regina iubes renovare dolorem», «tu mi constringi, regina, a rinnovare un indicibile dolore». Parte dagli amati studi classici, con Enea che risponde così alla regina Didone ansiosa di conoscere la sua lunga, tormentata storia, la nostra conversazione con Carlo Azeglio Ciampi su come il nostro paese si sta attrezzando a celebrare i 150 anni dell’unità nazionale. Già perché è lì, nel patrimonio culturale più antico e consolidato che ancora oggi occorre attingere, per trovare il senso profondo della nostra identità culturale. Perfettamente d’accordo, presidente, sul valore e l’attualità dei nostri classici. Forse sarebbe il caso di ribadirlo, in una stagione in cui la cultura pare relegata a un ruolo marginale. Negli ultimi cinque anni l’intervento dello Stato è diminuito di oltre il 30% e ora, dulcis in fundo, si prospetta il congelamento di altri 27 milioni di euro del fondo unico per lo spettacolo. Guardi, ho sempre sostenuto che la cultura è uno dei nostri principali asset strategici. Abbiamo un patrimonio culturale e artistico di straordinario valore, con enormi potenzialità per la crescita del …

«Nessun dialogo. Democrazia a rischio», Simone Collini intervista Andrea Orlando*

Il responsabile Giustizia Pd «È una riforma della sola magistratura Confronto solo se cambiano le priorità e si procede con legge ordinaria». È una riforma della magistratura, non della giustizia. Ed è un’operazione che pone un problema di funzionamento della democrazia, perché si rischia di assoggettare il potere giudiziario a quel coacervo che a causa delle legge elettorale di fatto si è già venuto determinando tra potere legislativo e potere esecutivo». Andrea Orlando spiega che ovviamente in Parlamento una discussione sulla riforma della giustizia ci sarà, ma che se la maggioranza vuole essere credibile deve lasciar stare sia le leggi ad personam che l’ipotesi di modifica costituzionale. «In tal caso, noi siamo pronti a un confronto, partendo dalle nostre proposte di legge e chiarendo che per noi l’agenda delle priorità va profondamente cambiata», dice il responsabile Giustizia del Pd. Il centrodestra vi accusa di dire un no pregiudiziale e anche nel suo partito c’è chi, come Follini, giudica un errore l’arroccamento. «Non è questione di arroccamento anche perché da tempo abbiamo avanzato le nostre proposte, …