Mese: Marzo 2010

"Lo Stato dovrà pagare più di 10 milioni di euro. Solo in 7 casi non viene applicata la prescrizione", di Massimo Calandri

Nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 dell’estate 2001, i no-global furono picchiati, umiliati, sottoposti a “trattamenti inumani e degradanti”. Ci fu tortura, e gli imputati sono colpevoli. Generali della polizia penitenziaria, guardie carcerarie, ufficiali dell’Arma e militari, agenti e funzionari di polizia, persino quattro medici: questa sera la Corte d’appello del tribunale di Genova li ha condannati tutti e 44. A nove anni dai fatti la maggior parte dei reati è prescritta, ma i responsabili pagheranno comunque risarcendo le vittime delle violenze. E con loro metteranno mano al portafogli anche i ministeri di appartenenza (Giustizia, Interno, Difesa), che dovrebbero sborsare una cifra superiore ai dieci milioni di euro. Sono state inflitte sette condanne a complessivi dieci anni di reclusione nei confronti di quattro guardie carcerarie responsabili di falso – reato non prescritto – , e di tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. I sette imputati condannati sono: l’assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 …

Il trucco. No al condono elettorale

Da Palazzo Chigi un decreto “ad listas” per Lazio e Lombardia: firme valide anche senza timbri, 24 ore di tempo per correggere gli errori e il Quirinale firma. Bersani attacca: “Usano il decreto interpretativo per aggiustare il loro pasticcio; ma il trucco c’è e si vede, è ridicolo”. No al condono elettorale. Si al rispetto delle regole. Oggi pomeriggio saremo in tanti a Genova dove il Partito Democratico aprirà la campagna elettorale e dove tutti i democratici faranno sentire con forza le proprie ragioni contro un provvedimento che si può definire solo un trucco.” Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto interpretativo per risolvere il pasticciaccio delle liste a sostegno di Renata Polverini e Roberto Formigoni rimaste escluse in vista delle prossime elezioni regionali. Per Palazzo Chigi basta arrivare nell’edificio dove hanno sede gli uffici dove presentare le liste entro l’ora di consegna e non all’ufficio elettorale! Un principio pe ril quale qualsiasi cittadino escluso d aun concorso o multato ora potrebbe chiedere la decretazione d’urgenza tanto che il segretario del PD Pier Luigi …

"L'abuso di potere", di Ezio Mauro

POICHE’ «la sostanza deve prevalere sulla forma», secondo il nuovo comandamento costituzionale berlusconiano recitato dal presidente del Senato Schifani, il governo della Repubblica ha sanato ieri con una legge di comodo gli errori commessi dal Pdl, che avevano portato all´estromissione di Formigoni dalle elezioni in Lombardia e della lista berlusconiana a Roma. Questo gesto unilaterale compiuto dalla maggioranza a tutela di se stessa può sembrare una prova di forza. È invece la conferma di un´atrofia politica di base e di vertice, che somma un vizio finale alle colpe iniziali, rivelando il vero volto che nei sistemi democratici assume la forza quando è senza politica, e fuori dalle regole che la disciplinano e la governano: l´abuso di potere. Non c´è alcun dubbio che una competizione elettorale senza il principale partito è anomala, e il problema riguarda tutti i concorrenti (non solo gli esclusi), perché riguarda il sistema intero e il diritto dei cittadini di poter esercitare compiutamente la loro scelta, con tutte le parti in campo. Ma se il problema interpella tutti, le responsabilità di questa …

La richiesta della fiducia testimonia un modo di governare sempre più logoro

Il decreto sugli enti locali “va in direzione opposta al tanto sbandierato federalismo fiscale”. Lo dice in Aula Pier Paolo Baretta, annunciando il no del gruppo alla fiducia sul decreto legge. “E’ urgente attuare il federalismo: i ritardi non sono più giustificati”. Secondo Baretta il decreto affronta “una materia molto importante come il funzionamento degli enti locali”. Un tema che non dovrebbe essere affrontato con decreto. “Cosa c’è di urgente in questo decreto? – si chiede il deputato – forse è che a distanza di pochi giorni dalle elezioni volete decidere con decreto il numero dei consiglieri e degli assessori, sopprimere i difensori civici? Dov’è l’urgenza, qual’è logica?”. La risposta sono “i conti pubblici e i costi della politica? Perchè allora – prosegue – non avete proposto di fissare un tetto di spesa e poi lasciare a cittadini, comuni e territori, la decisione” su come effettuare i risparmi? “Perchè – aggiunge Baretta – non volete affrontare proposte più impegnative come il taglio del numero dei parlamentari e la riforma elettorale?” Il capogruppo in commissione Bilancio …

"Da Eluana al salva-liste il duello infinito tra Silvio e il Colle", di Filippo Ceccarelli

Vade retro, decretino! Irresistibile la tentazione di proiettare sul presente pasticcio politico e legislativo l´umorismo pre-bagaglinesco dei Fratelli De Rege, che con un celebre grido entravano in scena sui palcoscenici degli anni trenta del secolo scorso; dopo di che furono Walter Chiari e Carlo Campanini a riecheggiare sui teleschermi l´infausta e pressante intimazione: «Vieni avanti, cretino!». La questione è che il presidente della Repubblica Napolitano è la persona meno disposta ad accogliere i canoni dell´avanspettacolo nelle complesse logiche del diritto costituzionale, specialmente quando l´esigenza è quella di mettere una pezza sul più ordinario e straordinario pasticcio della Seconda Repubblica nell´Italia, ormai, dei post-partiti. E questo anche perché nei proverbi, fonte d´ogni sapienza, le toppe e i rammendi rischiano di arrecare i maggiori guai. Fatto sta che nel mezzo del caotico pomeriggio, il decreto legge tappabuchi si era posto all´ordine del giorno, per poi sdoppiarsi e poi anche e addirittura triplicarsi in varie ipotesi e sottoipotesi, come se la molteplicità graduabile e opzionale avesse potuto addolcire Napolitano nell´impervio incontro con il presidente del Consiglio. Ancora una …

Il segretario Pd: "Non si manipolino le regole. Non esistono liste di eccellenza", di Goffredo De Marchis

La linea di Bersani resta sempre quella, la stessa da giorni: «Non si cambiano le regole in corso d´opera. Possono aspettare i pronunciamenti dei magistrati amministrativi». Mentre parla al telefono con i suoi collaboratori a Roma, da Napoli, mentre pronuncia queste parole, ecco la notizia: riammesso il listino Polverini. Conferma la bontà di una posizione politica e di principio. «Vedete? Funzionano bene tutti i gradi di giudizio – dice il segretario -. Basta attenderli serenamente. Senza evocare la piazza o provvedimenti inaccettabili. È quello che facciamo noi». Il segretario del Pd sente Casini, Di Pietro. «Della maggioranza nessuno – spiega -. Non mi hanno neanche cercato». Sicuramente, c´è un filo diretto con Giorgio Napolitano. Il Pd, lungo tutta la giornata, si muove cautamente anche perché teme di lasciare scoperto il Quirinale di fronte alle mosse spericolate di Berlusconi. Ma è proprio Napolitano a sollevare il Pd da qualsiasi remora. Il presidente della Repubblica esprime a chiare lettere, con Bersani e con altri, i dubbi profondi sulle toppe che il governo sta per mettere. «Il Quirinale …

Per il sud il lavoro prima di tutto

Un’altra Italia inizia da “una bella parola italiana che si chiama ‘mezzogiorno’”. Così Pier Luigi Bersani ha aperto di fatto la campagna elettorale per il Pd in Campania, durante una manifestazione che si è tenuta alla Città della Scienza di Bagnoli. Il segretario ha chiamato a raccolta i Democratici con un discorso a tutto campo incentrato sui temi del Sud, richiamando l’attenzione sul rischio che “se la destra vincesse le elezioni regionali in Italia prenderebbe piede una sponda regressiva in tema di unità nazionale. Falcone e Borsellino cesserebbero di essere eroi nazionali e si celebrerebbero solo in alcune parti del paese”. Secondo Bersani, invece, il sud deve continuare ad essere questione nazionale, non deve essere ridotta a questione locale. Le nostre nuove proposte, allora, devono essere utili al sud e comprese bene al nord, devono essere reciproche. Io quando parlo di sud – ha concluso il leader del Pd – parlo dell’Italia, io voglio che i miei figli si sentano italiani”. “L’occupazione è la priorità nel Mezzogiorno, ma da queste parti se ne parla troppo …