Mese: Marzo 2010

"Il controllo delle TV e la partecipazione", di Chiara Saraceno

In una società democratica l´accesso ad informazioni attendibili e plurali è la precondizione della partecipazione politica, che non si esaurisce nell´esercizio del diritto di voto, come sembra pensare l´attuale maggioranza. Piuttosto, anche il pieno esercizio di questo diritto richiede sia l´esistenza effettiva di una possibilità di scelta, sia la capacità di valutare le opzioni disponibili sulla base, appunto, di informazioni attendibili e diversificate. Entrambe queste condizioni nel nostro Paese sono fortemente limitate. La prima, a causa di un sistema elettorale macchinoso, che toglie agli elettori persino la possibilità di scegliere chi votare all´interno di un partito o di una coalizione, e da ultimo anche alla mercè di decreti interpretativi ad hoc che rendono irrilevante la stessa osservanza delle norme. La seconda, a causa di un sistema di informazione che, soprattutto nel suo strumento più importante e più utilizzato, la televisione, è totalmente controllato dalla maggioranza. Un controllo ora perfezionato con l´eliminazione dei talk show durante il periodo di campagna elettorale. Questa riduzione del diritto alla informazione avviene in un contesto in cui i cittadini, e …

Il CSM accusa il premier: "Democrazia a rischio"

Mai parole così dure e così condivise. Mai così nette nei confronti del Presidente del Consiglio “accusato” dal Csm di «denigrare e condizionare la magistratura e i singoli magistrati» con modi, episodi ed espressioni del tutto «inaccettabili » perché «lesive dell’ordine democratico ». Mai, almeno nell’era dello scontro perenne tra politica e giustizia inaugurato nel 1994 con l’avvento di Berlusconi al governo, un documento del Consiglio superiore della magistratura aveva dato un altolà così forte all’esecutivo. Perché il testo approvato ieri della Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli non solo è stato approvato all’unanimità dai membri della stessa .Ma prima di andare in plenum (oggi pomeriggio ore 16,30) il testo è stato rivisto e corretto e limato dal vicepresidente Nicola Mancino che a sua volta, così dicono i rumours di palazzo dei Marescialli, avrebbe ottenuto il via libera del Quirinale. Immediata la reazione del Pdl in una giornata già tesa per la faccenda liste e la fiducia sul legittimo impedimento e che dalla metà del pomeriggio in poi lo diventa ancora di più. Il coordinatore …

Legittimo impedimento: non ci fidiamo!

“Etiam si omnes, ego no”. Anche se tutti, io no. Con queste parole gli universitari tedeschi della Rosa Bianca si ribellavano al regime nazista, negli anni più bui della democrazia e della civiltà. Con le stesse parole oggi i senatori PD hanno detto no alla ennesima fiducia posta dal governo, questa volta sulla norma del legittimo impedimento. Sono parole del Vangelo secondo Matteo e da questa mattina, fin dall’inizio della discussione sul contestato provvedimento, una nutrita pattuglia di senatrici del Pd ha scelto di seguire i lavori d’aula con indosso una maglietta recante appunto la massima evangelica (Matteo 26, 33). Oggi le abbiamo usate in Senato contro la vergogna della 30esima fiducia per approvare il legittimo impedimento, la legislazione creativa che viola la Costituzione. Avevamo annunciato l’ostruzionismo dopo il decreto truffa: oggi abbiamo presentato 1.700 emendamenti in Senato e prima della fiducia continueremo a farci sentire. Hanno partecipato a questa forma di protesta Marilena Adamo, Silvana Amati, Teresa Armato, Emanuela Baio, Fiorenza Bassoli, Franca Donaggio, Cinzia Fontana, Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia e Colomba Mongiello. “Quando …

Edilizia Scolastica: Pd, il governo ammette: non ci sono soldi

“Il governo ha risposto in modo evasivo e generico alla nostra richiesta di sapere quale sia lo stato di attuazione del programma nazionale per l’edilizia scolastica. Unica certezza, nonostante le roboanti promesse risuonate anche in questa campagna elettorale, è l’indisponibilità di nuove risorse.” Lo hanno dichiarato le deputate del Partito Democratico Manuela Ghizzoni e Raffaella Mariani dopo aver ricevuto la risposta del governo ad una loro interrogazione presentata in commissione Cultura. “Del fantomatico terzo piano stralcio (previsto dal decreto Gelmini del settembre 2008 e di cui il ministro si vantò a lungo) il governo dice che è stato sospeso dal Cipe e ammette di ignorarne i motivi. Del famoso miliardo dei fondi Fas finalizzati alla messa in sicurezza si ha traccia ad oggi di soli 350 milioni: ma questo programma non è ancora stato inviato al Cipe. In attesa restano anche 300 milioni messi a disposizione dal Governo Prodi: infatti, è stato allungato di altri 6 mesi il termine per definire gli indirizzi del loro impiego. Insomma, la risposta che ci ha dato il governo …